
del 26 novembre 2000
CRONACA DI GORIZIA
Una quarantina di giovani ha voluto così denunciare l’urgente necessità di un Centro di prima accoglienza
Massarelli, un presidio in nome della civiltà
Intanto il Sap denuncia: «Ci invogliano a non rintracciare i clandestini»
Su
un cartellone spicca il volto di un iracheno. E’ Ben Kalifa, un giovane
clandestino che si è trovato costretto a vendere i propri denti per trovare il
denaro necessario per pagare il viaggio fino in Italia. Accanto alla sua storia,
le foto della stanza della caserma Massarelli con i clandestini stipati in
attesa del fotosegnalamento e del decreto di espulsione. Quindi una domanda: «E’
umano tutto questo?».«Esigiamo l’impegno immediato delle istituzioni comunali,
provinciali e regionali per la creazione di centri d’accoglienza capaci di
garantire, nel periodo necessario per le pratiche legali, una prima assistenza
che preveda, oltre al vitto e all’alloggio, l’assistenza legale, quella
sanitaria e il rispetto della persona, valore fondamentale della nostra
Costituzione», si leggeva nel documento che è stato consegnato anche al
questore Umberto d’Acierno, in un invito a innescare una gara di solidarietà
che coinvolga tutta la società civile nella creazione di mini-centri di
accoglienza.
E sempre in tema di clandestini, sono stati 77 i clandestini fermati ieri dalle
forze dell’ordine (dei quali 53 dalle Volanti, 14 dalla polfrontiera, 8 dalla
Polfer e 2 dalla Guardia di finanza) la maggioranza dei quali era di origine
turca.
Infine il Sap che, nel denunciare l’assenza di collegamento con il Ced della polizia al valico di prima categoria di Vencò (indispensabile per il controllo di chi vi transita), riferendosi a episodi avvenuri alla Massarelli si è chiesto «se si stia cercando di invogliare il personale a non trovare i clandestini per dimostrare che non ci sono problemi».